Tom Lantos

 

 

“Eri un animale braccato 24 ore al giorno”.

 

“Il sadismo, la crudeltà, l’irrazionalità dei nazisti tedeschi e ungheresi… l’idea che avrebbero potuto guadagnare credito se si fossero comportati in modo più civile… non era presente in realtà perché il loro odio era così cieco”.

 

“Non riesco a spiegare la Shoah né con la ragione né con le emozioni né con l’intelletto. Non riesco, non riesco a trovare una collocazione per un ente supremo in questo incubo”.

 

(Tom)

 

 

 

Tom Lantos nacque a Budapest nel 1928, figlio unico di una coppia ebrea ungherese; la sua famiglia era ben assimilata nella cultura ungherese, ma Tom ricorda di aver vissuto nel terrore costante di ciò che sarebbe potuto accadere a loro e a gli altri ebrei se i tedeschi avessero invaso l’Ungheria.

Quando, nel marzo del 1944, i tedeschi invasero l’Ungheria Tom aveva solo 16 anni; egli si unì alla resistenza clandestina, ma fu presto catturato e costretto ai lavori forzati, in particolare alla riparazione di un ponte bombardato dagli aerei alleati. Tom riuscì a fuggire ed iniziò a lavorare nell’organizzazione clandestina del gruppo di Raoul Wallemberg, distribuendo documenti diplomatici ed aiuti materiali agli ebrei di Budapest. Nel gennaio del 1945 Tom fu liberato dalle truppe sovietiche.

Anche suo padre sopravvisse alla Shoah, ma per sua madre non fu così.

Tom si trasferì negli Stati Uniti, dove sposò un’amica d’infanzia, Annette. Nel 1980, dopo aver insegnato economia per trent’anni, fu eletto dalla Camera dei Deputati degli Stati Uniti dove sta ancora lavorando dopo essere stato rieletto nove volte. Lui e Annette hanno due figlie e diciassette nipote.