Stutthof
Dopo l'aggressione e l'invasione della Polonia, i nazisti fecero costruire a 250
detenuti polacchi, nelle vicinanze del villaggio polacco di Sztutowo, a circa 30
km da Danzica, questo campo originariamente previsto solo come campo di lavoro
(venne aperto il 2 settembre del 1939). Con l'evolversi degli eventi, anche
Stutthof divenne un vero e proprio luogo di massacri indiscriminati, dotato di
adeguate attrezzature.
Le camere a gas avevano una capacità di 150 persone alla volta, ma per fare le
cose alla svelta migliaia di individui furono assassinati a colpi di mitraglia
prima della loro immissione nel Lager.
Nei primi tempi la maggior parte dei deportati erano polacchi, civili, marinai e
militari sbandati rastrellati nella zona. In seguito affluirono a Stutthof anche
lettoni, lituani norvegesi, belgi, russi, ungheresi e zingari.
I deportati lavoravano soprattutto in una ventina di comandi esterni, nei quali
la disciplina e le condizioni di sopravvivenza erano particolarmente dure. Essi
erano adibiti ad operazioni di sterro e di sistemazione del territorio, alla
costruzione di aeroporti e di installazioni militari d'ogni genere appaltate
dall'Organizzazione Todt, ma lavoravano anche in officine meccaniche e
laboratori di prodotti chimici d'interesse bellico. Nelle vicinanze del campo
sorgeva anche uno stabilimento dell'AEG al quale erano assegnate soprattutto le
donne ebree.
Le condizioni igieniche e di vita erano tali che nel 1944 un'epidemia di tifo
costò la vita a più di 5.000 deportati.
Il Lager di Stutthof fu mantenuto in funzione fino all'ultimo momento quando,
sotto l'incalzare dell'avanzata delle armate russe, fu evacuato il 25 gennaio
1945. Più di 25.000 deportati furono avviati, a piedi, a marce forzate, nel
pieno dell'inverno, verso altre destinazioni, dove giunsero alcune centinaia di
larve umane stravolte dalla fatica e dalla paura.
Nei cinque anni della sua esistenza sono stati immatricolati a Stutthof più di
127.000 prigionieri, uomini e donne. I morti registrati furono 85.000. Ma non si
è mai saputo quanti prigionieri di guerra russi e polacchi e quanti ebrei, una
volta giunti in quel campo, furono immediatamente uccisi, senza alcuna formalità
di registrazione. Quando le truppe russe entrarono in Stutthof, vi trovarono
solo alcuni moribondi e montagne di cadaveri.