Raoul Wallemberg

l’uomo che salvò 20.000 ebrei

 


Raoul Wallemberg nacque a Stoccolma nel 1912, diplomatico proveniente da una facoltosa famiglia svedese, durante la seconda guerra mondiale si impegnò ad aiutare gli ebrei ungheresi, perseguitati dai nazisti. Nell'ambito del crescente sforzo delle potenze occidentali per aiutare gli ebrei perseguitati, il Comitato per i rifugiati di guerra con sede negli Stati Uniti chiese alla Svezia una persona per organizzare un'azione umanitaria in Raoul Wallemberg Ungheria. Gli svedesi scelsero Wallenberg, che arrivò a Budapest il 9 luglio 1944 con il compito di salvare quanti più ebrei fosse possibile, usando qualunque mezzo potesse ottenere o inventare; assegnato alla Legazione svedese, ottenne lo status diplomatico. Grazie alle sue capacità di negoziazione e di organizzazione, riuscì a proteggere per tutto il 1944 circa 20.000 ebrei, intervenendo personalmente per impedire deportazioni e violenze, e utilizzando spesso metodi non ortodossi, rischiosi e molto creativi. Alla metà di gennaio del 1945 le truppe sovietiche occuparono Budapest: il governo svedese venne informato del fatto che Wallenberg era stato posto sotto la protezione sovietica. Alla fine di marzo, tuttavia, divenne chiaro che il diplomatico era scomparso. La testimonianza di persone precedentemente imprigionate in Unione Sovietica costrinse il governo russo ad ammettere, nel 1957, che Wallenberg era stato detenuto. Aggiunse poi, senza produrre nessuna prova, che morì in carcere il 17 luglio 1947. Con il crollo dell'Unione Sovietica le richieste della Svezia per un'indagine completa furono finalmente accolte: manca però tuttora una prova conclusiva della morte di Wallenberg.

 

l'albero dedicato a Raoul Wallemberg nel "Parco dei giusti"

L'albero dedicato a Raoul Wallemberg

nel "Parco dei Giusti"