Primo Levi

 

 

 

Per l’ingresso del Memoriale degli italiani sterminati ad Auschwitz

 

Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita.

Da qualunque parte tu venga, tu non sei estraneo,

Fa’ che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia inutile la nostra morte. 

Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento,

Fa’ che il frutto orrendo dell’odio, di cui qui hai visto le tracce, non dia nuovo seme né

domani né mai!         

 

 

 

 

Se questo è un uomo

 

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:  

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango,

che non conosce pace,

che lotta per mezzo pane,

che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome,

senza più forza di ricordare,

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.  

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa, andando per via,

coricandovi, alzandovi;

ripetetele ai vostri figli.

 

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nato torcano il viso da voi.