Bill Basch
“Perché sono sopravvissuto? Perché Dio mi ha risparmiato?”.
“Così, quando ci troviamo tutti insieme, siamo proprio un gruppo piuttosto grande. E la gioia di stare con la mia famiglia e vedere che… ero così vicino alla morte e ora sono qui, seduto a tavola e siamo in 11, in 12, a goderci la vita. Il piacere di essere vivo è meraviglioso”.
(Bill)
Bill Basch nacque a Szaszovo, in Cecolosvacchia, nel 1927, in una famiglia di cinque figli. Nel marzo del 1939 la regione in cui egli viveva divenne proprietà dell’Ungheria, e ben presto la sua famiglia risentì delle misure antisemite e della crescente persecuzione esercitata perfino dai vicini di casa non ebrei.
Nell’autunno del 1942 Bill si trasferì a Budapest, la capitale dell’Ungheria, per lavorare come apprendista; ben presto iniziò ad operare nella resistenza, aiutando i profughi ebrei ad uscire clandestinamente dall’Ungheria per salvarsi dirigendosi in Palestina. Nel luglio del 1944, quando Raoul Wallemberg arrivò in Ungheria, Bill si unì a lui ed iniziò a distribuire lasciapassare diplomatici agli ebrei; tuttavia nel novembre del 1944 fu anch’egli catturato e deportato nel campo di concentramento di Buchenwald in Germania, dove fu costretto ai lavori forzati.
Nel marzo del 1945, quando ormai la guerra aveva preso una brutta piega per la Germania, le guardie naziste costrinsero i loro prigionieri ad una terribile “MARCIA DELLA MORTE” in modo da sottrarli all’avanzata dei soldati alleati; nonostante l’esaurimento fisico dovuto a mesi di brutali lavori forzati Bill riuscì a sopravvivere a questa marcia e a raggiungere il campo di concentramento di Dachau, dove il 29 aprile venne liberato dai soldati statunitensi.
Di tutta la famiglia Basch, solo Bill, una sorella ed un fratello riuscirono a sopravvivere alla Shoah; dopo la guerra Bill si trasferì negli Stati Uniti, si sposò e si mise a lavorare nell’industria della moda. Bill ha ora tre figli e cinque nipoti.