Anton Schmid

salvatore per profitto o per umanità?

 

Il primo gennaio del 1942 il maresciallo dell'armata di Hitler Anton Schmid brindò con due giovani ebrei, una cosa inaudita per i tempi che correvano e per la funzione che occupava. Schmid era responsabile dei lavoratori forzati ebrei e non aveva illusioni sui nazisti. Li disprezzava, ma non li sottovalutava. Corrompendo i nazisti con il Whisky, riuscì a salvare circa 300 ebrei, permettendo loro di sfuggire dal Ghetto di Wilma. C'è chi lo denunciò dopo la guerra per aver preso del denaro per salvare gli ebrei. Un testimone racconta: "Tutti sapevano che doveva andare a bere con certe persone se voleva salvare degli ebrei. In quei giorni era difficile anche con soldi o amore procurarsi del Whisky. Schmid aveva bisogno di soldi per le sue azioni, però non ne approfittava. Chi poteva dare qualcosa, dava. Chi non poteva, non dava niente."

Intorno a lui nacquero tante leggende: chi dice che parlava ebreo, che avesse visitato dei Kibbutz in Palestina, che era amico di malviventi etc. Un personaggio molto discusso e a causa delle testimonianze contraddittorie il centro di ricerche Yad Vashem esitò a lungo di conferirgli l'onorificenza di "uomo giusto". Effettivamente esistevano tanti "salvatori" che non aiutavano per umanità, ma per profitto e che spremevano fino all'ultimo le loro vittime. Ma per Schmid alla fine prevalsero le testimonianze positive. E non bisogna dimenticare: molti ebrei sopravvissero grazie a lui, mentre lui pagò il suo coraggio con la morte: dopo che i nazisti avevano scoperto i suoi traffici Anton Schmid fu arrestato e fucilato la mattina del 2 aprile 1942, come traditore della patria.