Alice Lok Cahana
“C’erano rifugiati che arrivavano in Ungheria, in fuga dalla Polonia. Venivano e ci raccontavano le loro storie e mi ricordo che molto spesso noi non ci credevamo”.
“E poi ci fu il decreto successivo che ci ordinava di preparare una valigia di 25Kg al massimo. E all’inizio non riuscivamo a capire. Cosa portare? I cuscini, le coperte, i piatti? Cosa porti?”.
“La mia arte oggi riguarda la Shoah perché non ho nessun altro memoriale per la mia
gente”.
(Alice)
Alice Lok Cahana nacque in una cittadina ungherese chiamata Sàrvàr nel 1929, era la seconda di quattro figli, e la sua famiglia era proprietaria di una fabbrica di tappeti. Nei primi anni Quaranta per Alice e la sua famiglia ebbero inizio persecuzioni e misure antisemite da parte del governo ungherese.
Nel marzo del 1944, quando l’esercito tedesco invase l’Ungheria, Alice aveva solo 15 anni, la sua famiglia e gli altri ebrei della sua città furono costretti a lasciare le loro case e furono rinchiusi per alcuni giorni in una scuola ebraica. Il padre di Alice riuscì a fuggire a Budapest, ma il resto della famiglia fu caricato a bordo di un treno merci diretto ad Auschwitz-Birkenau; soltanto Alice e sua sorella sopravvissero alla selezione e furono internate nel campo.
Alice e la sorella rimasero insieme per molto tempo, nel periodo che trascorsero ad Auschwitz, poi furono mandate in un campo di lavoro a Guben, in Germania. Nel gennaio del 1945 giunsero a Bergen-Belsen, un campo nazista sovraffollato e infestato di malattie; l’esercito britannico liberò questo campo il 15 aprile, ma la sorella di Alice morì sei settimane più tardi
Alice dopo la guerra si stabilì negli Stati Uniti, dove lei ed il marito hanno avuto tre bambini.
Oggi Alice fa la pittrice e i suoi lavori sulla Shoah sono riconosciuti a livello internazionale.