1942
Churchill,
che aveva nuovamente incontrato Roosevelt a Washington nel dicembre 1941,
ricevette Molotov a Londra il 21 maggio 1942, e cinque giorni dopo fu conclusa
l'alleanza anglo-sovietica. In agosto Churchill si recò in visita a Mosca da
Stalin. Nel campo opposto, mentre Germania e Italia seguirono il Giappone nel
conflitto contro gli Stati Uniti, i Nipponici si astennero dal dichiarare guerra
all'URSS, e conclusero invece con quest'ultima un accordo riguardante le frontiere della Manciuria e dell
a
Mongolia.
La situazione delle popolazioni ebree e slave si aggravò in tutta l'Europa, a causa del concepimento da parte dello stesso Hitler della "soluzione finale" messa in pratica dalle SS, ciò consisteva nel genocidio di tutti quei popoli considerati inferiori alla razza ariana, in particolare i nazisti si accanirono appunto contro gli ebrei, di questo massacro Primo Levi ce ne da una lucida testimonianza con i suoi due libri "Se questo è un uomo" dove descrive la "vita" nel campo di concentramento e "La tregua" che narra lo sbandamento dei deportati che cercavano il ritorno a casa nell'immediato dopoguerra.
I
Giapponesi conquistarono con una serie di operazioni aeronavali le Filippine, la
Malesia (gennaio) e Singapore (febbraio) che divennero basi d'attacco per la
conquista dell'Indonesia effettuata fra gennaio e marzo e facilitata
dall'annientamento delle forze navali alleate (battaglia del mar di Giava). Ma
la reazione degli Alleati si dimostrò efficace; la loro controffensiva nel Mar
dei Coralli (maggio) e nelle isole Midway (giugno) a Guadalcanal (agosto) segnò la fine dell'avanzata giapponese. La Germania dedicò ogni sforzo alla
guerra sottomarina nell'Atlantico dove 3 milioni di t di navi alleate furono
affondate nel periodo gennaio-luglio e 800.000 in novembre. A fine ottobre si
arrestò anche l'avanzata sul fronte dell'africa settentrionale dove le truppe
dell'asse persero la decisiva battaglia di El Alamein. L'8 novembre gli Alleati
sbarcarono in Marocco e in Algeria. Dopo una breve fase di resistenza fittizia,
le truppe francesi di Vichy dell'Africa settentrionale ripresero la lotta
schierandosi
a
fianco degli
Alleati e marciarono verso la Tunisia (13 novembre), gli eserciti tedeschi
italiani presi tra due fuochi dovettero arrendersi. La reazione di Hitler fu
immediata: l'11 novembre la Wehrmacht invase la zona meridionale della Francia,
già sotto il controllo del governo di Vichy, mentre forze italiane occuparono
Nizza e la Corsica; il 27 novembre il cosiddetto esercito francese d'armistizio
fu sciolto e la flotta francese di Tolone si auto affondò per non cadere nelle
mani dei tedeschi. Sul fronte orientale l'offensiva iniziata dai Tedeschi in
maggio, prima in Crimea (8 maggio) poi verso il Caucaso e il Volta (28 luglio),
si spinse fino a Sebastopoli e all'estuario del Don raggiungendo il monte Elbrus
(agosto) e Stalingrado (settembre) che i Tedeschi attaccarono immediatamente.
Il 19 novembre la prima controffensiva vittoriosa dei Russi su Stalingrado, proseguita vigorosamente in dicembre, provocò un ripiegamento generale della Wehrmacht e dell'ARMIR (Armata Italiana in Russia composta da 230.000 uomini, che fu protagonista di una delle più disastrose ritirate mai registrate dall'esercito italiano, furono 70.000 i morti o dispersi) dal Caucaso e dall'estuario del Don, da notare che la responsabilità di questa sconfitta è da attribuire in buona parte allo stesso Hitler, che con un insensata ostinazione rifiutò la richiesta delle truppe stanziate in città di arretrare.