1940
Dopo i colloqui del Brennero con Hitler (18 marzo 1940), Mussolini decise l'intervento dell'Italia a fianco della Germania. Mentre in Inghilterra Churchill sostituiva Chamberlain alla direzione del governo (10 maggio) e la regina Guglielmina d'Olanda si rifugiava a Londra (13 maggio), dove ripararono pure gran parte dei ministri belgi.
Sorprendendo tutti la Germania attacca Danimarca e Norvegia il 9 aprile anticipando così ogni possibile mossa anglo-francese nel nord europa. Adesso Hitler poteva occuparsi della Francia.
L'offensiva generale tedesca sul fronte occidentale iniziò il 10 maggio del '40 e proseguì con fulminea rapidità. L'Olanda e il Belgio deposero le armi rispettivamente il 15 e il 28 maggio, la scelta di passare dai due stati fu dovuta principalmente alle imponenti forticazioni francesi (la linea Maginot) che coprivano però solo il confine con la Germania lasciando scoperto appunto quello Belga.
Dopo la battaglia e l'evacuazione di Dunkerque; il fronte francese fu completamente scompaginato sulla Somme e poi sull'Aisne, e per questo motivo anche la Francia fu costretta a cedere le armi firmando l'armistizio con la Germania, che Hitler fece firmare nella stessa località dove la Germania alla fine della grande guerra si arrese, (22 giugno) e con l'Italia. La Francia venne divisa in due entità distinte una sotto il diretto controllo nazista, l'altra (i territori centro meridionali) venne governata da un governo filo-nazista guidata da Philippe Petein (la repubblica di Vichy), finì così la terza repubblica francese, nata da un altra disfatta bellica (la sconfitta di Napoleone III a Sedan).
L'intervento militare italiano si era risolto con scarsissimi risultati in campo strategico consistenti nell'occupazione di alcune zone lungo il confine italo-francese. Il generale De Gaulle (che si era rifugiato in Inghilterra) lanciò un proclama dichiarando il rifiuto dei francesi liberi ad abbandonare la lotta.
Dopo
il crollo francese Hitler sferrò contro l'Inghilterra una violenta offensiva
aerea, preludio a uno sbarco nell'isola; ma la Luftwaffe incontrò una tenace e
accanita resistenza da parte della RAF (superiorità dovuta al fatto che gli
inglesi disponevano del radar e che i caccia tedeschi avevano un autonomia
limitata) e dopo aver perso più di 1.700 aerei, dovette desistere dagli
attacchi aerei in massa tuttavia l'attacco diede una dimostrazione delle
potenzialità distruttive dei bombardamenti a tappeto, con uso massicio di bombe
incendiarie; inoltre Berlino non riuscì a convincere il generalissimo Franco ad
accettare la richiesta di far passare le truppe tedesche sul territorio spagnolo
per poter attaccare Gibilterra dall'entroterra. Mussolini decise di rispondere
alla penetrazione tedesca in Romania, iniziò la campagna contro la Grecia (28
ottobre). Ma le forze italiane, provenienti dall'Albania, si trovarono presto in
gravi difficoltà sia per l'accanita resistenza delle truppe elleniche che per
la "cronica" impreparazione, l'esercito greco passò alla
controffensiva riuscendo a ricacciare gli italiani in Albania che rischiarono
anche di essere "ricacciati in mare", queste battaglie diedero un
durissimo colpo all'immagine combattiva delle regime, inoltre anche il fronte
africano era in crisi, Mussolini fu costretto ad accettare l'aiuto tedesco in
libia ma perse tutte le colonie nell'Africa orietale (Etiopia, Somalia, Eritrea)
a causa dell'efficaci azioni inglesi e dall'effetiva difficolta nel difendere
colonie così lontane.
La seconda rielezione di Roosevelt alla presidenza degli Stati Uniti (4 novembre) gli permise di preparare il suo paese a una politica estera più attiva, e non solo in Europa, perché la potenza giapponese cominciava a farsi inquietante.