Storia
Non si conosce l'esatto periodo dell'edificazione di questa torre, ma si sa che verso la metà del 400 venne riadattata a fortezza, con finalità puramente militari, da Tristano Sforza; infatti in quel periodo la costruzione era nota come Torre di Tristano.
Nel 1484 Passò in mano alla dinastia dei Pallavicino, da cui prese l'attuale nome, in seguito al matrimonio tra Galeazzo Pallavicino ed Elisabetta, figlia di Tristano Sforza e di Beatrice D'Este. Combattè con gli Sforza contro i francesi e poi con i francesi contro gli Sforza.
Morì nel 1520 senza vedere il ritorno degli Sforza a Milano. La linea maschile della dinastia terminò verso il 1850 con Giuseppe, il quale non ebbe discendenti: l'intero patrimonio passò così alla sorella che aveva sposato Gerolamo Barbò. Dai Pallavicino ebbero origine anche le famiglie degli Estensi, degli Obizzo, dei Massa e dei Malaspina.
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Struttura Esterna
La torre, realizzata interamente in mattoni, è munita sui quattro lati di beccatelli sporgenti e piombatoi che ne garantivano la difesa dall'alto. La merlatura è stata inglobata dal sopralzo realizzato in epoca rinascimentale.Una passerella, originale nella sua struttura, mette in comunicazione l'antica torre di difesa con lo splendido palazzo residenziale fatto costruire nel 1550 da Adalberto Pallavicino. Il fronte principale della costruzione è caratterizzato da un portico sorretto da archi sopra i quali spiccano, scolpiti nella pietra, stemmi nobiliari, mentre sotto i portici sono affrescati quelli delle famiglie che si succedettero nel possesso della costruzione. Tutte le finestre e le porte d'accesso portano la scritta "AD.MA.PA" (Adalberto Marchese Pallavicino) a ricordo perenne del nome dell'edificatore.
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Struttura Interna
I locali situati nella parte originaria della roccaforte non vantano decorazioni di alcun genere mentre nelle sale del sopralzo i soffitti sono intagliati.All'interno del palazzo, al piano terreno, c'è un grande salone con la volta tutta affrescata con motivi mitologici. Al primo piano vi è invece una sala con un camino adornato con sculture di pregevole fattura. Le altre sale sono completamente affrescate e i soffitti in legno intarsiato sono di grande effetto. Alcune opere risalgono all'inizio del 1500, altre alla fine del 1700.
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Curiosità
Si tramanda che truci vicende siano avvenute tra queste mura e anche se la fantasia popolare, con il passare del tempo, ha aggiunto molto, certamente non ha costruito dal nulla.Al termine della scala che porta ai sotterranei si apriva un profondo pozzo sul fondo e sulle pareti del quale erano infisse delle lame taglienti rivolte verso l'alto. Lì dentro si poteva facilmente cadere semplicemente ponendo i piedi al di fuori di un tracciato prestabilito; un passo incauto poteva infatti rompere l'equilibrio del coperchio della botola che ruotava sopra un perno centrale. L'apertura di questo pozzo è stata chiusa soltanto durante l'ultimo conflitto mondiale. Ogni anno, la prima domenica di settembre, ricorre la tradizionale festa della Sacra spina, la famosa reliquia che fu donata al marchese Galeazzo Pallavicino, il 30 maggio del 1476, dall'Arcivescovo di Bologna Francesco Cotogni con il permesso di esporla alla venerazione dei fedeli. Dal 1952 la reliquia appartiene alla chiesa parrocchiale di Santa Maria in Campagna, nel comune di Torre Pallavicino.
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Informazioni Turistiche
Il comune di Torre Pallavicino si trova nei pressi del confine tra le provincie di Bergamo, Brescia e Cremona, vicino al fiume Oglio. E' situato a circa 40 Km Sud-Est rispetto a Bergamo, a 23 Km Nord-Est rispetto a Crema e a 38 Km Sud-Ovest da Brescia.Da Bergamo si può raggiungere Torre Pallavicino seguendo la Strada Statale n°. 42 del Tonale fino a Seriate per poi imboccare la Strada Statale n°. 498 Soncinese fino a Gallignano (5 Km prima di Soncino) da dove si seguono le indicazioni per Torre Pallavicino. La fortificazione di Torre Pallavicino sorge a soli 5 Km da Soncino dove si può visitare un imponente castello ottimamente conservato. Si consiglia pertanto di prevedere entrambe le visite in un unico viaggio. |