scorpio Progetto

 

“PICCOLI GOLEM CRESCONO” è un progetto realizzato da alcuni studenti dell’Istituto Tecnico “Ettore Majorana” di Seriate ed è rivolto alle classi di Scuola Primaria e Secondaria di primo grado, viene sperimentato nell'anno scolastico 2005-06 dagli alunni della classe quinta elementare della Scuola di Redona.

Finalità

Il progetto intende:

  • promuovere la cultura laboratoriale nell’area scientifico-tecnologica nei due livelli scolastici della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria
  • intrecciare i reticoli concettuali, le competenze, gli obiettivi della tecnologia e quelli delle scienze in un rapporto di parallelismo, di intersezione, di prestito reciproco; 
  • creare scambi e quindi continuità tra saperi scientifici e tecnologici;
  • utilizzare la robotica come strumento mediatore nella progettazione e realizzazione di un ambiente di insegnamento/apprendimento nel quale l’uso di materiali legati al gioco e facili da manipolare è la strada “didattica” per coniugare scienza, tecnologia e cultura umanistica, educazione e formazione, teoria e laboratorio, doveri e motivazione, studio individuale e studio cooperativo.

Obiettivi

  • “fare scienze-tecnologia” in un ambiente cognitivo (il mondo degli automi)) che dà ampio spazio all’azione del ragazzo e alla comprensione profonda, “imparare le scienze… divertendosi”;
  • costruire condizioni di apprendimento contestuale e problematico utilizzando l’operatività, stimolare la capacità di analisi, la capacità organizzativa e la capacità di comunicare;
  • far acquisire metodi per risolvere problemi e con l’aiuto di un automa stimolare il gusto di realizzare i propri progetti, frutto della fantasia e della razionalità insieme;
  • stimolare nei ragazzi l’atteggiamento indagatore favorendone la creatività, la progettazione e l’invenzione.

Metodologia

Il progetto “PICCOLI GOLEM CRESCONO”:

  • sceglie la didattica laboratoriale e la metodologia “toccare con le mani”, conoscere attraverso il fare; 
  • utilizza la robotica come strategia didattica che coinvolgendo l’allievo, come diretto costruttore di strutture e meccanismi, permette di far apprendere operando; 
  • punta su un lavoro collaborativo: con il kit lego-mindstorms si lavora in modo cooperativo in piccoli gruppi di classe o in piccoli gruppi di interclasse nei quali gli allievi “più grandi” fanno da tutor agli allievi “più piccoli”.

Mind Strorm

Risultati attesi

Ricaduta positiva nell'insegnamento-apprendimento delle scienze:

  • la robotica come sintesi di numerose discipline: la fisica, la meccanica, l’informatica, la biologia e la psicologia;
  • il laboratorio di robotica come spazio di costruzione attiva e strumento per presentare in modo interattivo le materie tecnico-scientifiche considerate spesso complesse e difficili;
  • rete di classi sensibili alle problematiche didattiche legate all'uso di hardware e software come mediatori di apprendimento.

Conclusioni

Verso la programmazione di un robot: partendo dall’osservazione di un robot già programmato scoprirne il comportamento e il programma che lo controlla.

Con questa unità i ragazzi delle scuole si avviano alla descrizione formalizzata di problemi e alla pianificazione delle soluzioni, acquisiscono le competenze per un’attività di programmazione autonoma.