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                     Il gemellaggio

   
 

Albert Einstein sosteneva che "Il nostro secolo ha risposto all'esplosione demografica sia con l'esplosione nucleare che con l'esplosione delle comunicazioni....Comunicare per distruggere le barriere territoriali, per creare ponti tra i paesi superando la geografia, la diffidenza verso le culture straniere e l'impasse delle lingue".

Il gemellaggio è un'azione complessa e ricca di prospettive ma anche uno strumento straordinario di azione interculturale tra le regioni d'Europa; non a caso tra gli obiettivi fondamentali delle istituzioni europee, un posto importante occupa la partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria ed il loro avvicinamento.

Con l’Unione Europea si affermano nuove libertà per i singoli non solo a livello individuale, ma anche a livello di comunità regionale o locale.

Le istituzioni europee incoraggiano e sostengono i gemellaggi indispensabili per la creazione di una coscienza europea e la realizzazione dell’Europa dei cittadini.

I gemellaggi sfruttano le opportunità offerte dalla libera circolazione delle persone nell’Europa senza frontiere e costituiscono il lato “umano” del vecchio continente.

La Commissione Europea a favore dei gemellaggi ha istituito il premio “Le stelle d’oro del gemellaggio” per dare un giusto riconoscimento alle città che si sono particolarmente distinte negli scambi culturali.

I primi gemellaggi sono iniziati negli anni ’50 e si sono sviluppati fino a diventare una componente essenziale delle relazioni pubbliche, al punto che è impossibile immaginare ora una comunità sociale senza gemellaggi.

Più di 10.000 comuni europei hanno istituito legami di gemellaggio; ciò ha consentito ai cittadini di avvicinarsi ed approfondire la conoscenza reciproca e di svolgere un ruolo determinante nel processo di unificazione europea.

Da quanto emerge dai protocolli di gemellaggio, le relazioni di amicizia instaurate tra i comuni sono fondate sull’obiettivo della Comunità Europea di eliminare le diffidenze reciproche ed i pregiudizi e rinsaldare il sentimento di coesione dei cittadini: gli incontri e le relazioni personali tra persone appartenenti a diversi ambienti culturali e sociali rappresentano il mezzo per raggiungere questo risultato.

Il concetto di “Europa dei cittadini” sottolinea che è impossibile progredire verso l’Europa senza l’accordo e la cooperazione di ciascuno.

Lo scetticismo iniziale sulla Comunità Europea è stato superato anche grazie al ruolo dei gemellaggi che è anche di far conoscere e sperimentare le libertà di circolazione di cittadini, merci, capitali e servizi garantite dal 1993.

Il Comitato “Europa dei cittadini” è stato costituito nel 1984 per occuparsi dei gemellaggi in quanto elemento fondamentale nel processo di integrazione europea.

L’azione comunitaria a favore dei gemellaggi persegue due obiettivi fondamentali: incoraggiare la creazione di nuovi gemellaggi e migliorare la qualità di quelli già esistenti.

La Commissione sostiene gli scambi culturali con incontri in cui si discute dell’organizzazione amministrativa dei comuni interessati, le visite alle infrastrutture locali e il problema ambientale affinché il gemellaggio non sia turismo d'evasione ma scambio fondato sulla ricerca sociale e lo studio ambientale.

Lo sviluppo dei gemellaggi è principalmente ostacolato dalla distanza geografica, dalle difficoltà di comunicazione e dalla mancanza di mezzi e infrastrutture; per ovviare a questo problema la Commissione Europea ha previsto sovvenzioni agli scambi e seminari organizzati dai comuni gemellati, sempre mantenendo lo spirito del gemellaggio che deve restare un’iniziativa locale.

E' dunque grazie a questi finanziamenti, dal 1989 ad oggi sono stati creati ben 1600 nuovi gemellaggi.

Le relazioni di gemellaggio portano indubbi vantaggi politici, culturali ma anche economici attraverso la promozione e la valorizzazione di prodotti tipici e delle risorse dei paesi limitrofi.

Alcuni appuntamenti annuali quali feste patronali, festival, premi letterari, congressi e rassegne, sono diventati occasioni permanenti d'incontro.

Il gemellaggio dimostra che il "pensare all'europea" può diventare realmente una forma mentale che permette di guardare l'Europa da diversi punti di vista.

"L'Europa è una realtà difficile da concretizzare, per le troppe remore frapposte da ogni parte; ma non è una chimera. Prima o poi sarà una realtà concreta; quindi ogni autorità comunale ha il preciso dovere di far sì che i propri cittadini contribuiscano a far marciare il veicolo europeo e non già a farsi passivamente rimorchiare; perché noi non vogliamo solo una buona Europa, ma anche e soprattutto dei buoni europei"

(dall'intervento di  Jean Bareth al II Congresso delle Città gemelle, Strasburgo 1966)

 

 

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