Con
l’Unione Europea si affermano nuove libertà per i singoli non solo a
livello individuale, ma anche a livello di comunità regionale o locale.
Le
istituzioni europee incoraggiano e sostengono i gemellaggi indispensabili
per la creazione di una coscienza europea e la realizzazione dell’Europa
dei cittadini.
I
gemellaggi sfruttano le opportunità offerte dalla libera circolazione
delle persone nell’Europa senza frontiere e costituiscono il lato “umano”
del vecchio continente.
La
Commissione Europea a favore dei gemellaggi ha istituito il premio “Le
stelle d’oro del gemellaggio” per dare un giusto riconoscimento alle
città che si sono particolarmente distinte negli scambi culturali.
I
primi gemellaggi sono iniziati negli anni ’50 e si sono sviluppati fino
a diventare una componente essenziale delle relazioni pubbliche, al punto
che è impossibile immaginare ora una comunità sociale senza gemellaggi.
Più
di 10.000 comuni europei hanno istituito legami di gemellaggio; ciò ha
consentito ai cittadini di avvicinarsi ed approfondire la conoscenza
reciproca e di svolgere un ruolo determinante nel processo di unificazione
europea.
Da
quanto emerge dai protocolli di gemellaggio, le relazioni di amicizia
instaurate tra i comuni sono fondate sull’obiettivo della Comunità
Europea di eliminare le diffidenze reciproche ed i pregiudizi e rinsaldare
il sentimento di coesione dei cittadini: gli incontri e le relazioni
personali tra persone appartenenti a diversi ambienti culturali e sociali
rappresentano il mezzo per raggiungere questo risultato.
Il
concetto di “Europa dei cittadini” sottolinea che è impossibile
progredire verso l’Europa senza l’accordo e la cooperazione di
ciascuno.
Lo
scetticismo iniziale sulla Comunità Europea è stato superato anche
grazie al ruolo dei gemellaggi che è anche di far conoscere e
sperimentare le libertà di circolazione di cittadini, merci, capitali e
servizi garantite dal 1993.
Il
Comitato “Europa dei cittadini” è stato costituito nel 1984 per
occuparsi dei gemellaggi in quanto elemento fondamentale nel processo di
integrazione europea.
L’azione
comunitaria a favore dei gemellaggi persegue due obiettivi fondamentali:
incoraggiare la creazione di nuovi gemellaggi e migliorare la qualità di
quelli già esistenti.
La
Commissione sostiene gli scambi culturali con incontri in cui si discute
dell’organizzazione amministrativa dei comuni interessati, le visite
alle infrastrutture locali e il problema ambientale affinché il
gemellaggio non sia turismo d'evasione ma scambio fondato sulla ricerca
sociale e lo studio ambientale.
Lo
sviluppo dei gemellaggi è principalmente ostacolato dalla distanza
geografica, dalle difficoltà di comunicazione e dalla mancanza di mezzi e
infrastrutture; per ovviare a questo problema la Commissione Europea ha
previsto sovvenzioni agli scambi e seminari organizzati dai comuni
gemellati, sempre mantenendo lo spirito del gemellaggio che deve restare
un’iniziativa locale.
E'
dunque grazie a questi finanziamenti, dal 1989 ad oggi sono stati creati
ben 1600 nuovi gemellaggi.
Le
relazioni di gemellaggio portano indubbi vantaggi politici, culturali ma
anche economici attraverso la promozione e la valorizzazione di prodotti
tipici e delle risorse dei paesi limitrofi.
Alcuni
appuntamenti annuali quali feste patronali, festival, premi letterari,
congressi e rassegne, sono diventati occasioni permanenti d'incontro.
Il
gemellaggio dimostra che il "pensare all'europea" può diventare
realmente una forma mentale che permette di guardare l'Europa da diversi
punti di vista.
"L'Europa
è una realtà difficile da concretizzare, per le troppe remore frapposte
da ogni parte; ma non è una chimera. Prima o poi sarà una realtà
concreta; quindi ogni autorità comunale ha il preciso dovere di far sì
che i propri cittadini contribuiscano a far marciare il veicolo europeo e
non già a farsi passivamente rimorchiare; perché noi non vogliamo solo
una buona Europa, ma anche e soprattutto dei buoni europei"
(dall'intervento
di Jean Bareth al II Congresso delle Città gemelle, Strasburgo
1966)