Home presentazione l'Anno delle Montagne la Comunità Montana il Basso Sebino San Fermo immagini E.Donadoni l'arte l'economia l'agricoltura bed & breakfast il florovivaismo la normativa il gemellaggio lo sport nella rete

 

 

 

       

  Visita a un'azienda florovivaistica           

 

Nella Comunità Montana del Monte Bronzone e del Basso Sebino ci sono circa 30 aziende florovivaistiche, dislocate tra Credaro, Villongo, Foresto Sparso, Adrara S. Martino, Gandosso e Sarnico.

Per comprendere meglio questa attività, ci siamo recati a Credaro, presso l’azienda florovivaistica “Marco Morotti” dove siamo stati accolti con molta disponibilità e cortesia.

L’azienda che abbiamo visitato è medio-piccola, con una superficie complessiva di circa quattro ettari di terra.

Abbiamo osservato diverse tipologie di serre; alcune risalgono al 1983 e differiscono da quelle più recenti per i costi del riscaldamento. Infatti, nelle serre vecchie che hanno altezza ridotta, l’aria calda non si mantiene a lungo.

Le serre nuove sono molto più alte, per mantenere a lungo l’aria calda, si crea meno umidità e le piante trovano l’ambiente ideale.

Tutte le serre sono dotate di dispositivi particolari per l’irrigazione e per le esigenze delle piante: spesso, nelle serre vecchie, sono conservate le piante che hanno bisogno di essere bagnate singolarmente (come le stelle di Natale) perché, se fossero bagnate dall’alto, il fiore si macchierebbe irrimediabilmente.

Poiché l’irrigazione singola richiede l’impiego di molta manodopera, le serre più recenti sono fornite di pompe automatiche che bagnano le piante dall’alto.

Nelle serre che abbiamo visitato sono coltivate colture stagionali come: stelle di Natale, crisantemi, viole e gerani, tutti fiori con durata media attorno ai sei mesi.

Le aziende florovivaistiche, in genere, non coltivano alberi da frutto perché richiedono maggiori costi di manodopera e di mantenimento.

Negli anni scorsi si è cercato di estendere la produzione ad altre coltivazioni, senza riuscire, però, a contrastare la forte concorrenza dei produttori stranieri.

Per ampliare l’assortimento sono stati creati, all’interno dello spazio espositivo, dei “garden corner” per la vendita al dettaglio di accessori per la casa, il giardinaggio e piccoli animali.

L’invenduto è smaltito, a titolo gratuito, presso i coltivatori della zona che lo riciclano come fertilizzante.

La maggior parte della produzione è destinata ai supermercati, arriva al consumatore ad un prezzo più competitivo rispetto a quello praticato dalla serra, danneggiando così il mercato.

Dal punto di vista qualitativo vi è però differenza notevole: il fiore acquistato al supermercato dura normalmente tra due e quattro giorni, quello della serra ha durata maggiore dovuta alle tecniche più avanzate di mantenimento del fiore.

Le ore lavorative sono circa 12, sabato, domenica e festivi inclusi; a causa dei turni e della mancanza di formazione professionale, i giovani sono poco interessati a questa attività, perciò si è ricorre a manodopera straniera, soprattutto indiana.

I contratti di lavoro sono stagionali e stipulati solo con stranieri in regola con il permesso di soggiorno.

In occasione della nostra visita, verso la metà di dicembre, abbiamo avuto modo di vedere il presepio allestito all’interno dei locali della serra.

La realizzazione, curata dal Gruppo Alpini e dalla Protezione Civile, esprime il forte legame che l’azienda, e l’attività florovivaistica in generale, ha con il territorio e la Comunità Montana.