|
Il
territorio della Comunità Montana del
monte Bronzone e del Basso Sebino offre molte testimonianze storiche.
Infatti
la riva occidentale del Sebino e le valli che si aprono all'interno delle
ultime colline rivolte all'alta pianura bergamasca, dal Monte Bronzone ai Colli di San Fermo
al solco profondo del Fiume Oglio, vantano secoli di storia, che hanno
lasciato ricche presenze, dalla più complesse e nobili a quelle più
semplici e spontanee.
Sul
territorio si trovano castelli e borghi, le antiche pievi di origini
romaniche (in gran parte ancora da valorizzare) con cicli pittorici
medievali particolarmente espressivi, le edicole votive
testimoni di un intreccio profondo tra fede e vita quotidiana.
Gli
insediamenti abitativi sono di antichissime origini, in alcuni casi
risalenti ad epoche preistoriche.
Il
Basso Sebino è costellato di edifici medievali, palazzi, ville,
fortificazioni, nuclei storici, con numerosi esempi di architettura rurale
ancora ben conservati.
La
zona della Comunità è un'area tutta da scoprire: accanto a località e
monumenti molto noti offre ambiti intatti, finora conosciuti solo da pochi
e che non hanno nulla da invidiare a luoghi più celebri e decantati.
Vi
si trovano paesi di storia secolare, dove dal tempo dell'Impero Romano
sfilarono eserciti e generali, dove generazioni di laboriosi artigiani
hanno lasciato segni del loro paziente lavoro, come testimoniano i borghi
ben conservati, i palazzi, i santuari e le chiese.
E
sono proprio le chiese a conservare la maggior parte delle opere d'arte
più importanti, a memoria delle fortune di molte famiglie patrizie e
benestanti che fecero a gara per lasciare memorie tangibili della loro
ricchezza e del loro prestigio.
Percorrendo
i viottoli di campagna, lontano dai centri abitati, e anche in alcuni
vicoli dei centri storici, si possono ammirare, magari incastonate in mura
antiche o solitarie nella pace dei campi, le santelle segno della forte e
tenace devozione popolare.
|
|
Le santelle, a volte di qualità sorprendente, sono molte e diverse, spesso
costruite e dipinte da artisti ignoti, e sono per la maggior parte
dedicate alla Madonna, anche se a volte recano effigi di santi poco
familiari oggi, ma un tempo cari ai contadini.
Ogni
santella, ogni edicola, ogni dipinto, così come le mulattiere e
i vecchi muri a secco, i cascinali e le fontane, le torri, sono
tracce di una civiltà che in parte è ancora radicata tra la nostra
gente, ereditata dalle generazioni passate.
|